Chi sono
La mia storia
Una direzione presente fin dall’inizio
Fin da bambina ho sentito una vicinanza spontanea alla natura e una disposizione a prendermi cura degli altri. Potevano essere familiari, amici o animali: ascoltare, sostenere e cercare di comprendere ciò che accadeva mi veniva naturale.
Per molti anni questa inclinazione è rimasta una ricerca personale. Studiavo da autodidatta fitoterapia, Medicina Tradizionale Cinese e antichi sistemi di cura, raccogliendo libri e materiali nelle biblioteche o attraverso le persone che incontravo. Erano anni in cui internet non offriva ancora l’accesso immediato alle informazioni e conoscere richiedeva tempo, pazienza e la disponibilità a seguire una domanda anche senza sapere dove avrebbe condotto.
Ho continuato a farlo anche in momenti in cui non sembrava essere una scelta saggia, perché sentivo che quella ricerca apparteneva profondamente alla mia direzione.
La maternità e il bisogno di comprendere
La nascita dei miei figli ha trasformato questa passione in qualcosa di più concreto.
La mia prima figlia, Sofia, nacque attraverso un cesareo e nei suoi primi anni soffrì di otiti ricorrenti, affrontando frequenti terapie antibiotiche nonostante fosse stata allattata a lungo.
Il desiderio di sostenerla mi spinse ad approfondire ancora di più. Non cercavo alternative alle cure necessarie, ma strumenti che potessero affiancarle e aiutarmi a comprendere meglio il suo organismo, la sua sensibilità e le condizioni che potevano contribuire al suo benessere.
Dopo la nascita del mio secondo figlio sentii che quella ricerca, coltivata per anni, aveva bisogno di assumere una forma più strutturata e professionale.
Gli incontri che hanno dato forma alla mia professione
Un passaggio decisivo fu l’incontro con un pediatra e agopuntore di Roma, capace di integrare la medicina convenzionale con l’agopuntura e con una visione più ampia della persona.
Fu lui a incoraggiarmi a intraprendere un percorso di studi ufficiale. Dopo il diploma in naturopatia mi volle come assistente nel suo studio, dove mi occupavo soprattutto di moxibustione e Medicina Tradizionale Cinese.
Quell’esperienza mi permise di avvicinarmi alle diverse fasi della vita: dal neonato all’età adulta, dalla gravidanza alla persona anziana. Lavorare accanto a lui e, successivamente, collaborare con un medico oncologo di Bologna mi insegnò il valore del confronto tra competenze differenti e contribuì a definire il mio modo di essere naturopata.
Negli anni ho continuato a formarmi attraverso corsi, approfondimenti e master, costruendo gradualmente il metodo che oggi porto nel mio lavoro.
L’incontro con il microbiota
Circa vent’anni fa mi avvicinai allo studio del microbiota, quando le ricerche disponibili erano ancora poche e questo ecosistema non aveva la notorietà che possiede oggi.
Iniziai dalle cellule, dai mitocondri e dal mondo dei batteri, cercando di comprendere come organismi microscopici potessero partecipare a processi tanto importanti per la salute.
Da allora il microbiota è diventato uno dei punti centrali della mia ricerca. Mi ha mostrato in modo straordinario quanto siamo sistemi complessi, costruiti attraverso relazioni continue: con il cibo, l’ambiente, lo stress, le emozioni e gli altri esseri viventi.
A questa formazione si è affiancata la micoterapia, approfondita attraverso un percorso biennale a Milano. Anche il mondo dei funghi mi ha permesso di osservare la salute attraverso le connessioni, la capacità di adattamento e il dialogo costante tra l’organismo e ciò che lo circonda.
La ricerca interiore
Parallelamente alla formazione professionale, ho sempre coltivato una ricerca più intima e spirituale.
Ho iniziato a praticare yoga negli anni Novanta e, nel tempo, ho esplorato il Tai Chi e differenti forme di meditazione. Medito con continuità da quasi quarant’anni e questo cammino mi ha aiutata a osservare quanto il modo in cui incontriamo la vita possa influire sul nostro equilibrio.
Negli anni ho approfondito lo yoga, la Kabbalah, l’astrologia e le relazioni tra simbolismo, costituzione individuale e medicine antiche. Non ho cercato risposte da applicare indistintamente, ma prospettive attraverso le quali comprendere più profondamente l’essere umano.
Oggi la mia ricerca si concentra in particolare sulla Metafisica e sulla capacità che ciascuno di noi possiede di trasformare il proprio modo di pensare e di interpretare ciò che vive. Pensieri ricorrenti, convinzioni e automatismi mentali possono diventare limiti invisibili, condizionando le nostre risposte e allontanandoci dalle possibilità che ci appartengono.
Imparare a riconoscere questi processi può aprire uno spazio nel quale trasformarli e scegliere modalità più consapevoli e coerenti con ciò che siamo.
Questo percorso personale mi ha insegnato che corpo, mente e stati emotivi non procedono separatamente. Comunicano continuamente e partecipano insieme al modo in cui viviamo, ci adattiamo e costruiamo la nostra salute.
Scienza, natura e dimensione umana
Oggi il mio lavoro nasce dall’incontro tra questi mondi.
La scienza mi offre riferimenti, strumenti di osservazione e domande sempre nuove. La natura mi ricorda che ogni organismo possiede tempi, caratteristiche e capacità di adattamento propri. La ricerca interiore mi aiuta ad accogliere la persona nella sua complessità, senza ridurla al sintomo o a un protocollo.
Non considero queste dimensioni in contrasto tra loro. È proprio dal loro dialogo che nasce il mio modo di accompagnare le persone: uno sguardo integrato, scientificamente orientato ed esperienziale, capace di tenere insieme fisiologia, storia individuale e vita quotidiana.
Condividere ciò che ho appreso
Condividere ciò che studio e sperimento è per me una grande gioia.
Per questo, accanto alle consulenze individuali, da diversi anni mi dedico anche alla docenza. Insegno in una scuola di erboristeria e collaboro con la University of Washington di Seattle, portando agli studenti temi legati al microbiota, alla micoterapia e alle reti invisibili che mettono in relazione la salute umana con l’ambiente.
La nuova sfida è il mio primo libro: un altro modo per raccogliere e restituire ciò che ho appreso durante questo lungo cammino.
Dopo tanti anni, continuo a studiare con la stessa curiosità degli inizi. Perché accompagnare qualcuno non significa consegnargli risposte definitive, ma aiutarlo a comprendere più chiaramente ciò che il corpo comunica e a riconoscere le risorse attraverso le quali può partecipare al proprio percorso di salute.